“Eu su dill’Asprumunti di la Mmendulìa di
Mesapotamò la campagna aundi criscìa”. Ci diede il benvenuto a modo suo Bruno Stelitano, quando, qualche anno
addietro lo raggiungemmo a Melito Porto Salvo in casa sua, la sua nuova casa da
più da quarant’anni, perché Bruno in realtà è un figlio di Roghudi uno di
quelli che in quell’angolo di montagna abbandonato troppo in fretta hanno lasciato il cuore.
sabato 11 febbraio 2017
giovedì 9 febbraio 2017
sabato 21 gennaio 2017
IL RICORDO. POLVERE BIANCA CON SFUMATURE AVORIO LUNGO LA VIA DELLE GRANDI PIETRE
Nuvole bianche con riflessi avorio, immagini sfocate di un paesaggio quasi irriconoscibile di cui si distinguono a fatica i contorni. Il vento modella, plasma, cambia le forme creando un continuo andirivieni di ombre, in un gioco di vedo non vedo che incupisce l'anima rendendo tutto tremendamente claustrofobico e opprimente, è il soffio potente del Buran, quello che sferza terra e aria rendendo tutto irreale. Sa essere duro l'inverno in montagna, lo conosceva bene Corrado Alvaro quell'inverno che ha voluto fermare in un'istantanea in bianco e nero, regalandolo alla storia. Conosceva bene il significato dei colori lo scrittore di San Luca, la loro polivalenza, la loro forte impronta simbolica, il colore torbido dei torrenti che correvano e continuano a correre imperterriti verso il mare o quello bianco della neve che in un'attimo sa essere fonte di gioia, letta negli occhi spalancati dei bambini, l'attimo dopo sa farsi ricordo di disperazione e fatica, quella rimasta tatuata sulla pelle arsa dei pastori.
giovedì 5 gennaio 2017
1988 DELIESE-LOCRI, RICORDI DI UN CALCIO LONTANO
Da un po’ di tempo mi capita di riflettere sull’importanza delle storie e sulla necessità di raccontarle e mi convinco del fatto che tutte le storie, anche quelle piccole, personali ed in apparenza insignificanti meritano un po’ di attenzione, forse perché parlano di percorsi di vita, e la vita è sempre importante. Poi c’è anche dell’altro, le piccole storie sono importanti anche perché a fare da sfondo c'è sempre un’epoca, con le mille sfaccettature che l’accompagnano. La storia che vi voglio raccontare parla di me, parla di calcio, di Locri ma soprattutto di un pezzo di Aspromonte che oggi non c’è più.
martedì 1 novembre 2016
11 MARZO 1978 DE'JA' VU DI TERRE CHE TREMANO
Dèjà vu, suona bene a pronunciarla questa parola, sarà per la cadenza francese che la rende dolce. La conosciamo tutti questa parolina che utilizziamo per indicare la strana sensazione che si prova durante un’esperienza che si avverte come già vissuta, già vista, una situazione che da qualche anno mi capita molto di sovente, assai più che in passato. Molti mi dicono che è normale, fisiologico perchè più passano gli anni più sono i ricordi a disposizione e forse sarà proprio per questo, forse anche perché il Dèjà vu richiede particolari stati d’animo, fatto sta che ci sono luoghi, volti, canzoni ma anche solo colori che più di altri mi suggeriscono situazioni già vissute.
lunedì 31 ottobre 2016
IL GRIGIO DELL'AUTUNNO E QUELLO STRANO SENSO DELLA VITA

È uggioso il tempo oggi, è una di quelle giornate in cui capisci che l’autunno comincia a farsi strada in modo più deciso, ed in giornate come questa mi capita spesso di pensare a volti, luoghi, gesti, storie e personaggi di una montagna dai colori ormai troppo sfocati, cose e persone talmente tanto familiari che mai, dico mai avrei pensato che un giorno il tempo avrebbe fatto svanire tutto come se nulla e nessuno dei protagonisti di allora fosse mai esistito.
giovedì 20 ottobre 2016
LE PAROLE DEL SILENZIO

Ci sono silenzi che ci parlano, ci raccontano storie, storie che non puoi farti raccontare da nessun altro, perché sono sempre diverse, mutano al mutare di chi le ascolta. Mi convinco di questo adagio, ogni volta che mi fermo ad ascoltare il silenzio in luoghi dove il silenzio si riesce ad ascoltare distintamente, come l'altro ieri ad Africo, tra le rovine che parlano, al pari di quelle dei tanti centri abbandonati d'Italia, si dice ve ne siano circa seimila.
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