domenica 29 marzo 2015

DONNA FRANCESCA, MEMORIA STORICA DI FERRUZZANO

Reportage. La signora Francesca e la storia di Ferruzzano
I bivi nella vita sono tanti, lo abbiamo già detto, così come tante sono le scelte differenti e i piatti della bilancia su cui soppesare i risultati. Ci eravamo salutati circa un mese fa con qualche interrogativo, col dilemma su quanto e quale piatto si fosse abbassato di più nella bilancia della storia di Bova e Ferruzzano uniti da una data, quella dell’11 marzo 1978, quando un terremoto fece incontrare i loro destini poi divisi nuovamente, a vent’anni di distanza, da scelte differenti.

domenica 22 marzo 2015

SUL BINARIO DELLA MEMORIA


 Spesso i luoghi fisici sono legati a segni distintivi ben precisi, caratteristiche geografiche, storia, aneddoti, personaggi e monumenti che diventano elementi di immediata identificazione. Chi giunge a Bova, dopo aver percorso i circa 9 km che separano il centro dalla marina avverte fin da subito di trovarsi in un luogo speciale. A qualche metro dal centro, in una piazzetta ribattezzata Piazza ferrovieri d’Italia, c’è la locomotiva a vapore GR 740/054, costruita nel 1912 nelle acciaierie Ansaldo di Genova Sampierdarena.

domenica 18 gennaio 2015

L'ORTI DI MASCIU LEU


Campi di Bova, "L'orti di Masciu Leu"

Aspetto la neve, la prima dell’inverno o, se preferite, l’ultima dell’anno.

Il vento oggi è costante e insopportabile, imperversa violento, entra nella canna fumaria del camino e mi fa compagnia con rumori sinistri, ora metallici, ora simili ad una voce roca e graffiante.

Come capita ormai da qualche anno, quando aspetto la neve come oggi, davanti al camino acceso, in una nebbiosa, ultima domenica dell’anno, mi tornano alla mente racconti, aneddoti, storie, a volte nitide, altre volte sfocate dal tempo. Mi torna alla mente, non so perché, uno dei tanti racconti che sentivo da bambino, uno di quelli che, quando si saliva sù, in montagna, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio del decennio successivo, partivano quasi in automatico, ed io ascoltavo, affascinato dalla possibilità di conoscere chi e cosa fosse stato prima di me in quei luoghi che stavo attraversando.

LUNGO IL SENTIERO DELLA CIVILTA' CONTADINA


Ci sono giorni in cui sale forte una voglia che col tempo diventa necessità, la voglia di rivisitare il passato come pratica essenziale per rimanere legati a qualcosa che ci è appartenuto. Mi viene in mente il sentimento di Corrado e della sua “Gente in Aspromonte”, quando in quelle giornate dedicate alle lunghe passeggiate mi capita di passare per la Via Santo Spirito, quella stretta e suggestiva stradina che su nel cuore di Bova porta dalla Chiesa dello Spirito Santo al Santuario di San Leo.

sabato 20 dicembre 2014

CAFFE' AL BAR DA NUNZIATO


L'inchiesta. Un caffè al bar di Nunziato

Le ginestre erano ancora di un giallo vivissimo, le pareti delle montagne ancora verdi, le mucche e le capre, quelle manco a dirlo, ti davano il benvenuto, più del cartello di ingresso al paese, arrugginito ai bordi e piegato dal tempo.

Ero di casa a Roccaforte, a volte ci andavo direttamente attraversando le pinete dei Campi di Bova, quasi a non voler dare confidenza alla marina, quasi a voler rimarcare che quei percorsi erano roba nostra, questioni strettamente montane che non tutti possono capire. Altre volte invece, attirato dall’azzurro del mare nelle giornate più belle, seguivo un estenuante tragitto ad anello, scendendo in marina e poi risalendo, ora da monte Scafi ora da Melito Porto Salvo.


martedì 25 novembre 2014

LA NEVE E LE LUCI DELLA CITTA'

La neve e le luci in città
Quando rimani solo, spesso fisicamente, altre volte nell’animo, il tempo per pensare è tanto, cerchi allora di impegnarlo, di non riflettere, di convincerti che l’incedere della vita debba necessariamente prendere il sopravvento e poi per fortuna è quasi sempre così.

Ma la mente si sa è fervida di ricordi, fatti, ambientazioni, facce, momenti, flash di un passato recente, ma, il più delle volte lontano che si riaccendono in modo incontrollabile. Guardi fuori dalla finestra di un anonimo condominio milanese nei pressi di via Ripamonti e vedi luci, auto, gente che corre veloce, senti suoni di clacson, tutto in un mondo che cerchi di sentire tuo, ma piano piano ti convinci che non ti appartiene, allora apri la finestra dell’anima alla ricerca di quello che ti è sempre appartenuto ma che, oggi, senti rivivere solo nella mente.

martedì 11 novembre 2014

1981 IL NASTRO D'ARGENTO


La riflessione. 1981, il nastro d'argento

Una domenica mattina, una come tante in questa fine di Autunno, prendo l’auto, come facevo una volta, senza una meta precisa e parto alla ricerca di luoghi familiari, forse inconsciamente cerco l’interruttore per accendere i ricordi, quelli che si aprono nella mente quando provi certe sensazioni che non riesci a spiegare, che forse ti viene meglio scriverle.